www.mostradiborgo.it

Un articolo del quotidiano “Alto Adige” datato domenica 22 agosto 1971 a firma del giornalista Roberto Gerola parlava dell’asso dell’aviazione austro-ungarica Jozsef Kiss, morto in un duello aereo nei cieli vicino a Lamon (Belluno) il 24 maggio 1918 e sepolto nel cimitero militare di Pergine, dove una donna tutti i giorni si recava a deporre un fiore in ricordo del suo amato fino a quando nel 1970 fu deciso di eliminare il cimitero e di creare un parco cittadino.

Con l’aiuto di alcune persone (Luciano e Sandro Dellai, Nunzio Toldo, Luigi Oss Papot) è stata fatta una ricerca che ha coinvolto anche due nipoti di Enrica Boneccher, la “morosa” di Jozsef Kiss.

Enrica era nata a Malé il 14 ottobre 1893 e i suoi genitori erano Attilio, nato a Borgo Valsugana il 16 settembre 1845 e morto a Pergine il 2 novembre 1896, e Lucia Vallazza, nata a Livinallongo (Belluno) il 7 maggio 1861 e morta a Pergine il 16 febbraio 1943. Nel cimitero di Pergine c’è ancora il loculo ove riposa Lucia Vallazza vedova Boneccher. Attilio Boneccher (talora scritto Bonecher e anche Bonecker) era figlio di Riccardo – a sua volta figlio di Francesco di Borgo Valsugana – e di Rosa Lenzi di Giuseppe di Telve; si sposò nel 1880 a Livinallongo (Belluno) e l’unione con Lucia Vallazza fu allietata dalla nascita di sette figli. Lavorò un periodo a Malé, dove nacquero sei dei sette figli e successivamente a Pergine come “servo giudiziale e custode della prigione” abitando in Via delle Scuole, che poi diventerà Via 3 Novembre. La primogenita Emma nacque a Borgo Valsugana il 13 maggio 1881 e nel 1912 si sposò a Pergine con Francesco Dallepiatte trasferendosi poi nella zona di Cortina d’Ampezzo. Gli altri figli, come abbiamo detto, nacquero a Malé: Arturo (1882) che nel 1915 si sposò a Pusteria Vahrn con Elisabetta Reden di Taufers (BZ). Giuseppe (1883-1951) celibe che visse con la sorella Giuseppina a Novara e riposa in un loculo del cimitero di Pergine vicino alla mamma Lucia. Lodovico (1885) che nel 1914 si sposò a Pergine con Carlotta Fruet (1890) di Adamo dei Masetti e Fortunata Margoni Giuseppina (1887-1965) che sposò Francesco Gaia di Novara: nacquero le figlie Ida (1911-2003), Ines (1917-2005), Maria (1918-1996) e Piera. Da Marco Tacchella, figlio di Ines, abbiamo avuto notizie e dal figlio di Ida, Mario Boccadoro, alcune fotografie della famiglia di zia Enrica. Maria Ida (1891-1956) che sposò Giacomo Zuclo (?) a Torino. Enrica (1893-1973).

Enrica Boneccher visse gran parte della sua vita a Pergine, dove lavorò come impiegata presso la locale Pretura. Abitò per molti anni in Via Caduti in casa Persiali e poi in Via 3 Novembre 5 (al momento della sua morte nell’archivio parrocchiale figura quest’ultima residenza). E’ descritta da chi l’ha conosciuta come una persona molto schiva e, quando fu intervistata dal giornalista Roberto Gerola, Enrica gli mostrò vecchie fotografie del suo Jozsef, ma non volle apparire sul giornale, che riportò solo il suo nome. Ha raccontato che il suo Jozsef dormiva al campo d’aviazione al Ciré e che nelle giornate di libertà, tra una missione e l’altra, era sempre a Pergine, dove aveva una cameretta al pianterreno di casa Girardi in Via Cesare Battisti (allora Via Mercatello) e trascorreva le sue ore libere con Enrica. I due “morosi” avevano deciso di sposarsi appena terminata la guerra; ma, come succede in tempo bellico, il loro sogno fu infranto da una raffica di mitragliatrice. Il poeta greco Menandro in un suo carme scrisse: “Muore giovane chi è caro agli dei”. Enrica morì a Pergine il 2 novembre 1973 e fu sepolta nel cimitero di Pergine.

Jozsef Kiss, di origini ungheresi, nacque il 26 gennaio 1896 a Pozsony (oggi Bratislava, capitale della Slovacchia), dove il padre lavorava come giardiniere presso la scuola per cadetti militari. Allo scoppio della guerra interruppe gli studi e si arruolò volontario nell’esercito austro-ungarico; con il 72° Reggimento fanteria combatté sul fronte russo dei Carpazi, dove fu gravemente ferito. Al termine della convalescenza, decise di passare all’arma aerea e iniziò l’addestramento a Parndorf e Wiener Neustadt. Nell’aprile del 1916 fu assegnato alla Flik 24, che operava nell’area dell’XI Armata, al comando del Hauptmann (= Capitano) Gustav Studeny. L’unità aveva sede presso l’aeroporto di Ciré di Pergine sul fronte trentino. Il 20 giugno 1916 ottenne la sua prima vittoria contro un Farman italiano pilotando un Hansa Brandenburg C.I 61.23, con l’Oberleutnant Georg Kenzian osservatore. Nella Flik 24 Kiss compie 112 missioni di vario tipo ottenendo otto decorazioni, fra cui tre medaglie d’argento di prima classe e due medaglie d’oro. Nel novembre 1917 fu trasferito alla Flik 55J, squadra da caccia, anch’essa di stanza a Pergine, comandata dall’Hauptmann Josef von Maier. Lì si trovò a operare assieme a Julius Arigi, con il quale formò un team talmente efficiente da meritarsi l’appellativo di Kaiser Staffel (Squadrone dell’Imperatore).

Dal suo ingresso nella Flik 55 al gennaio 1918, Kiss collezionò altre dodici vittorie aeree e con esse la quarta medaglia d’argento e la terza d’oro. Il 27 gennaio 1918 fu gravemente ferito in un duello aereo, riuscendo però a rientrare a Ciré. Ricoverato e curato in un ospedale di Trento, al termine della lunga convalescenza riprese servizio malgrado il parere contrario dei medici. Il 24 maggio 1918 trovò la morte nel corso di un conflitto aereo sopra Lamon nel Bellunese; stava volando con un Phonix D.II 422.10. Si dice sia stato il pilota Flavio Torello Baracchini, considerato il miglior pilota italiano dopo Francesco Baracca e Silvio Scaroni, a colpire mortalmente il pilota Kiss con una raffica di mitragliatrice stando in coda al caccia austriaco.

I suoi resti furono riconsegnati dagli italiani e deposti con una grande cerimonia funebre nel cimitero militare di Pergine. La salma del pilota vestito in alta uniforme, con le numerose decorazioni su un cuscino, fu l’unica ad essere seppellita in una bara. Il 15 giugno 1918 Jozsef Kiss ottenne la sua ultima decorazione, alla memoria. Nel cimitero militare di Pergine di Via Caduti le sue spoglie riposarono fino al 1970, quando furono riesumate e trasferite all’Ossario di Rovereto. Enrica era lì al momento della riesumazione.

Di Jozsef Kiss furono trovati gli stivali, il cinturone e le decorazioni e nell’urna, contenente i resti di Jozsef, Enrica mise anche un orologio da taschino che aveva avuto in regalo dal pilota cinquantatré anni prima, come ricorda Roberto Gerola nell’articolo dell’Alto Adige del 1971.

Sabato 11 marzo 2006 a Pergine Valsugana si è tenuta una commemorazione in ricordo di Joszef Kiss alla presenza di numerose autorità civili e militari, fra le quali una delegazione ungherese guidata dal Console Generale d’Ungheria prof. Lajos Pinté. Nel parco dei caduti una targa su cippo porfirico ricorda Jozsef Kiss e i soldati ungheresi e di altre nazioni caduti di tutte le guerre. Nel corso della manifestazione la banda sociale di Pergine ha suonato gli inni italiano e ungherese e al termine dell’evento in Sala Maier Luciano Dellai ha consegnato al Console una foto con firma autentica di Jozsef Kiss. Il Console ha assicurato che la fotografia sarebbe stata esposta all’aeroporto della città ungherese di Szolnok. Nello stesso aeroporto il Presidente dell’arma aeronautica Giuseppe Dellai ha portato un’opera su cuoio di Alvise Dellai riproducente il manifesto dell’aeroporto di Ciré con Jozsef Kiss. In seguito il sindaco Renzo Anderle durante una sua visita in terra ungherese consegnò un pieghevole con due foto inedite di Jozsef Kiss e una riproduzione della cartolina commemorativa della flotta aerea austro-ungarica.